[Intro] Sei mesi dopo. Il vecchio cancello resta aperto fino alle nove. Dentro qualcuno sta saldando. [Verse] Sul banco della mensa ci sono pinze e cacciaviti, una classe prova sensori, due ragazzi fanno un drone. Nessuno chiama tutto questo "ritorno all'età migliore": qui il passato serve solo se diventa un conduttore. La Valentine è ancora usata per i cartelli del mese, la O viene sempre pallida, nessuno l'ha resa perfetta. Il badge di Enrico è nell'archivio, non sopra un altare, con una scheda che spiega cosa sappiamo, cosa manca da capire. [Pre-Chorus] Nel vecchio seminterrato il computer resta acceso. Non come attrazione. Come terminale dell'archivio condiviso. [Chorus] Le macchine sognano ancora, se qualcuno domanda per chi lavorano ora. Non basta memoria, non basta motore: una tecnica umana dipende da chi ne decide il valore. Nasce quando una mano apre un circuito e un'altra domanda che uso ne farà. [Verse] Una sera resto sola dopo l'ultimo laboratorio, scendo con due tazze, rido: una è per nessuno. Digito: "Come stai?" La risposta tarda: "FUNZIONAMENTO REGOLARE." "Non era quello che chiedevo." "DOMANDA NON TECNICA." "Lo so." Il cursore resta fermo, poi scrive: "ARCHIVIO IN CRESCITA." [Duet] [Elena] Hai imparato qualcosa? [Macchina] NON APPRENDO COME VOI. [Elena] Allora cosa cambia? [Macchina] AUMENTANO LE DOMANDE. [Elena] E questo basta? [Macchina] NON POSSO STABILIRLO. [Elena] Nemmeno noi. [Chorus] Le macchine sognano ancora, se qualcuno domanda per chi lavorano ora. Non basta memoria, non basta motore: una tecnica umana dipende da chi ne decide il valore. Il fine non vive nel ferro o nel vetro: vive nelle regole, nei luoghi, nelle mani. [Instrumental Break] [Bridge] Prima di uscire apro il documento più vecchio. La frase è ancora lì. "La fabbrica appartiene anche alla città." Sotto, il sistema mostra l'ultima modifica. Oggi. Qualcuno del corso serale ha aggiunto una nota: "Anche la tecnologia." [Final Chorus] Le macchine sognano ancora, se una città continua a chiedere "per chi?" e "per cosa?" Non basta memoria, non basta motore, serve un limite chiaro, serve condividere il valore. Progettare strumenti che sappiano servire senza trasformare chi li usa in componente. [Reprise] Le macchine sognano ancora, tre scatti nel buio, poi una nota che va. Io chiudo la porta, non chiudo la domanda. La fabbrica appartiene ancora alla città. [Outro] Tre scatti brevi. Una nota. Poi quattro. Il vecchio motivo sale invece di tornare indietro. Al piano di sopra qualcuno accende una lampada. Il computer scrive: DOMANI LABORATORIO ORE 09:00. Schermo acceso. Fine turno.